(Bologna in lettere)

Locandina 01

Festival multidisciplinare di Letteratura Contemporanea

Vai al sito di Bologna in Lettere

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Ideazione, concertazione e direzione artistica

Enzo Campi

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BOLOGNA IN LETTERE 2015 – SISTEMI D’ATTRAZIONE – IL CANTIERE DELLE NUOVE SCRITTURE

Il Comitato Bologna in Lettere, con il Patrocinio del Comune di Bologna, con il Patrocinio – per le iniziative relative alle Scuole – dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna, in collaborazione con il Centro Studi Archivio Pier Paolo Pasolini della Fondazione Cineteca di Bologna, in collaborazione con Marco Saya Editore, presenta “Sistemi d’Attrazione”, la Terza Edizione del Festival Multidisciplinare di Letteratura Contemporanea: “Bologna in Lettere”.

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Il Festival si svilupperà in tre weekend nel mese di Maggio 2015: Ven. 15, Sab. 16, Ven. 22, Sab. 23, Ven. 29, Sab. 30. Le prime 5 giornate verranno realizzate nei locali del “Cassero LGBT Center”, Via Don Minzoni 18. Nel corso dell’ultima giornata avrà luogo una maratona non-stop di eventi dalle 13.00 alle 23.00 presso Spazio 100300 Cafè (Via Centotrecento 1/A), Bravo Caffè (Via Mascarella 1), Cortile Cafè (Via Nazaurio Sauro 24/C), Boteco (Via S. Vitale 17/B), Caffè degli artisti (Via Castiglione 47/2), Bar La Linea (Piazza Re Enzo 1/4), Macondo (Via del Pratello 22), CostArena (Via Azzo Gardino 48), Fish’n’roll (Via Santa Croce 16/D), Biblioteca Italiana delle donne (Via del Piombo 5), Cassero LGBT Center (Via Don Minzoni 18).

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Questa edizione del Festival è dedicata alla complessa ed articolata figura di Pier Paolo Pasolini. Lo staff del Festival, operando secondo l’ottica dei “Sistemi d’Attrazione” (gli spazi di confine e le linee di intercomunicazione tra i vari linguaggi artistici ed espressivi), ha inteso concertare e strutturare un focus pasoliniano  che si articolerà nelle prime 5 giornate.

Ven. 15, La macchina miracolante, recital ispirato alla corrispondenza epistolare tra Pasolini e Leonetti, dalla quale è scaturita l’esperienza della rivista letteraria bolognese “Officina”, testi e regia Enzo Campi, musiche Mario Sboarina, con Alessandro Brusa, Enea Roversi. Sab. 16, un intervento di Stefano Casi Bologna, le contraddizioni di una città pasoliniana per caso. Ven. 22, la proiezione del video della performance “Intellettuale” di Fabio Mauri, con Pasolini come attore, con un’introduzione di Roberto Chiesi; Supplica a mia madre, lectio magistralis di Antonella Pierangeli. Sab. 23, le premiazioni dei due concorsi letterari dedicati a Pasolini banditi dallo staff; la presentazione del volume “Pasolini, la diversità consapevole”, a cura di Enzo Campi, edito da Marco Saya Editore. La kermesse pasoliniana si concluderà Ven. 29 con un vero e proprio focus che comprenderà un intervento di Roberto Chiesi sui luoghi bolognesi del cinema pasoliniano, la performance “Io non ritratto” di Dome Bulfaro, la presentazione, a cura di Daniele Poletti e in anteprima nazionale, del saggio “Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini” di Peter Carravetta(Diaforia Edizioni), la proiezione del documentario “Pier Paolo Pasolini” di Carlo Di Carlo (aiuto regista di Pasolini in Mamma Roma, La Ricotta, La Rabbia), un’affabulazione di Sonia Caporossi, un intervento di Antonella Pierangeli e la kermesse Oltre ogni possibile fine: Versi per PPP, a cura di Claudio Finelli, Carmine De Falco, con Bruno Galluccio, Ferdinando Tricarico, Omar Ghiani,Costanzo Ioni.

ELIO PAGLIARANI, POETA vicin 1 jpg anterem_raccolta 843771_596000163758811_1056709331_o

Nell’arco del Festival avranno luogo altri due focus di approfondimento dedicati a Elio Pagliaranie Patrizia Vicinelli, e un focus tematico sulle riviste letterarie in Italia con un incontro coi redattori di “Anterem” (rivista attiva da circa quarant’anni). Ven. 22, Proseguendo un finale, focus su Elio Pagliarani, a cura di Francesca Del Moro in dialogo con Maria Concetta Petrollo; RelatoriLuigi Ballerini, Biagio Cepollaro, Francesco Muzzioli, Vincenzo Frungillo, Sonia Caporossi,Luciano Mazziotta; Letture e testimonianze Maria Concetta Petrollo, Rosaria Lo Russo, Carla Chiarelli, Sara Ventroni, Rita Galbucci, Nadia Cavalera; Proiezione di un estratto dal film “La ragazza Carla”, di Luca Bigazzi, Carla Chiarelli, Carlotta Cristiani, Alberto Saibene, con Carla Chiarelli e la partecipazione di Elio (Storie Tese). Sab. 23, Focus su Patrizia Vicinelli, a cura diDaniela Rossi, con Niva Lorenzini, Cecilia Bello, Rosaria Lo Russo, Jonida Prifti, Patrizia Mattioli. Sab. 16, Anterem – 1976/2015 – Quarant’anni di poesia e pensiero, a cura di Enea Roversi, Alessandro Assiri, con Flavio Ermini, Ranieri Teti, Giorgio Bonacini, Rosa Pierno, Laura Caccia, Davide Campi, Marco Furia, Mara Cini. Gli spazi dedicati ai focus culmineranno con un approccio ad una delle poetiche imprescindibili del panorama contemporaneo: Ida Travi, che sarà introdotta criticamente da Alessandra Pigliaru nella giornata di Sab. 23.

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La rassegna nella rassegna quest’anno prende il nome “Vetrine del nuovo millennio – Macchine e macchinazioni”, ed è rivolta a presentare alcuni degli artisti più rappresentativi del panorama contemporaneo che operano sugli spazi di confine dei vari generi. Ven. 15, Pinina Podestà(video-arte), Nicola Frangione (recital), Mona Lisa Tina (performance), e il gemellaggio con il Festival “Oblom Poesia” di Torino, con azioni di Ivo De Palma, Ivan Fassio, Fabrizio Bonci,Salvatore Sblando. Sab. 16, Andrea Inglese & Stefano Delle Monache(performance/installazione), Tiziana Cera Rosco (performance), Maria Korporal (video-arte),Nina Maroccolo & Emiliano Pietrini (performance). Sab. 30, cortometraggi, azioni, recital, performance, sonorizzazioni, proclami e varie artisticità con Marion D’Amburgo, Francesco Forlani, Julian Zhara, Solidea Ruggiero, Rita Bonomo, Barbara Pinchi, Giovanni Campi, Marthia Carrozzo, Vanni Schiavoni, Chiara Cossu, Silvia Benedetti.

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Il Festival si concluderà Sabato 30 con la consueta maratona, dove tra reading, letture approfondimenti e performance, troveranno spazio anche alcuni progetti tematici: la presentazione dell’antologia italo-rumena “Père-Lachaise – Racconti dalle tombe di Parigi” (Edizioni Ratio et Revelatio), curata da Laura Liberale, la presentazione dell’antologia “Poeti della lontananza” (Marco Saya Editore), curata da Antonella Pierangeli, Sonia Caporossi, il progetto “Umafeminità” (Edizioni Joker) ideato e curato da Nadia Cavalera, la presentazione del numero 60/61 della rivista “Le Voci della Luna”, a cura di Maria Luisa Vezzali, Marinella Polidori,Loredana Magazzeni, Roberta Sireno, la presentazione dell’antologia “Femminile Plurale” (Vydia Edizioni), curata da Cristina Babino, e altre due anteprime assolute: la presentazione di “Il pane del giorno prima” (Ladolfi Editore) di Valentina Pinza, la presentazione di “Spazio di Destot” (Edizioni Diaforia) di Fabio Teti.

Nel corso della maratona saranno coinvolti più di un centinaio di autori: Renata Morresi, Franca Mancinelli, Eleonora Tamburrini, Simona Menicocci, Lella De Marchi, Sonia Lambertini, Raffaele Ferrario, Valentina Gaglione, Eva Laudace, Valerio Grutt , Daniela Andreis, Giancarlo Sissa, Alberto Mori, Gabriele Xella, Christian Sesena,  Salvatore Della Capa, Alessandra Frison, Roberto Ranieri, Andrea Lorenzoni, Giusi Montali, Alberto Cellotto, Roberta Durante, Daniele Bellomi, Klaus Miser, Marco Bini, Davide Ferrari, Tommaso Di Dio, Rita Pacilio, Maria Grazia Insinga, Marilena Renda, Gianluca Chierici, Silvia Rosa, Davide Racca, Christian Tito, Giovanna Frene, Enrico De Lea, Alfredo Panetta, Clery Celeste, Veronica Tinnirello, Francesco Tomada, Giovanni Fierro, Fulvio Segato, Cristina Micelli, Ed Warner, Silvia Benedetti, Silvia Molesini, Paolo Aldrovandi, Gerardo De Stefano, Alessandra Piccoli, Valerio Nardoni, Bernardo Pacini, Matilde Vittoria Laricchia, Elena Cesari, Zara Finzi, Daniela Maurizi, Marie Laure Ndzengue, Helene Paraskeva, Pina Piccolo, Rossella Renzi, Nina Sadeghi, Francesca Serragnoli, Laura Liberale, Chiara Baldini, Heman Zed, Simona Castiglione, Caterina Falconi, Gianluca Morozzi, Claudia Boscolo, Paolo Zardi,  Paolo Logli, Francesca Bonafini, Giorgia Monti, Daniele Barbieri, Pierluigi Lenzi, Barbara Herzog, Rodolfo Cernilogar, Nina Nasilli, Giuseppe Nibali, Marco Trestini, Riccardo Frolloni, Fausto Filosgrana, Ivonne Mussoni, Chiara Giangiordano, Mario Melendez, Francesco Accattoli, Salvatore Ritrovato, Edmondo Busani, Mauro De Maria , Simone Miccia, Matteo Zattoni, Filippo Amadei, Miriam Bruni, Roberta Lipparini, Ivan Fedeli, Raffaele Guida, Leila Falà, Maria Concetta Petrollo, Serenella Gatti Linares, Alessandra Borsetti Venier,  Anna Zoli, Giovanna Gentilini, Meth Sambiase, Michele Lalla, Valerio Cuccaroni, Monica Borettini, Fabia Ghenzovich, Vittoria Ravagli

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Bologna in Lettere 2015

Festival Multidisciplinare di Letteratura Contemporanea

III° Edizione – Sistemi d’Attrazione

Direttore artistico

Enzo Campi

Staff

Luca Ariano, Alessandro Assiri, Alessandro Brusa, Martina Campi, Francesca Del Moro, Rita Galbucci, Serenella Gatti Linares, Agnese Leo, Loredana Magazzeni, Jacopo Ninni, Marinella Polidori, Sergio Rotino, Enea Roversi, Mario Sboarina, Maria Luisa Vezzali

Collaboratori

Vincenzo Bagnoli, Sonia Caporossi, Roberto Chiesi, Silvia Comarella, Laura Liberale, Renata Morresi, Antonella Pierangeli, Maria Concetta Petrollo, Daniele Poletti, Luca Rizzatello, Daniela Rossi

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BOLOGNA IN LETTERE 2015 – SISTEMI D’ATTRAZIONE

di Enzo Campi – dal sito boinlettere.wordpress.com

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Bologna in Lettere 2015

Sistemi d’attrazione (Agit-prop-poetry)

In controtendenza col famoso detto popolare: “chi ben comincia è a metà dell’opera”, facciamo qualche passo a ritroso. Nel novembre del 2011 veniva inaugurato a Bologna un progetto denominato “Letteratura Necessaria – Esistenze e Resistenze”. Proviamo ad estrarre alcuni passaggi sugli scritti teorici che caratterizzavano e spiegavano, per grandi linee, il progetto.

Lo scopo del progetto è essenzialmente quello di far CIRCOLARE i libri e le cosiddette “risorse umane” creando dei momenti di aggregazione, scambio e confronto che possano abbattere qualsiasi tipo di divisione ideologica, editoriale, di mercato, ecc., mettendo in comunicazione tra loro diverse e svariate realtà che operano nel settore o che sono impegnate in tal senso. Quello che conta qui è una vera e propria “messa al lavoro” della letteratura. Semplificando e riducendo, si potrebbe dire che se le “esistenze” sono riconducibili ai libri, in quanto oggetti fisici, le “resistenze” rappresentano le “azioni” di quei “soggetti” fisici che producono i libri. Aggiungendo una sola caratterizzazione: il fatto di ostinarsi, per esempio,  a produrre e a “spacciare” poesia in Italia, oggi come oggi, deve essere considerato come un vero e proprio “atto politico”. In tal senso ogni azione di questo tipo viene a rivestirsi di un plusvalore sociale. “Letteratura necessaria” è un progetto che vuole rendersi pratico, concreto e tangibile. Qui si tratta di far sì che la necessità di mettersi in gioco in prima persona diventi l’aspetto preponderante della diffusione della letteratura come atto corporeo, politico e aggregativo. L’idea di fondo è quella di ovviare alla sempre più imperante DISPERSIONE che caratterizza, in negativo, l’attuale panorama letterario nazionale e di creare una sorta di rete che permetta la costituzione e la ripetizione di eventi collegati tra loro ove far interagire realtà letterarie e realtà editoriali, in un regime non competitivo, ma collaborativo. “Letteratura necessaria”, beninteso, non vuole essere un movimento tematico, ma pluritematico, volto a certificare la propria “esistenza” e a diffondere una sorta di “resistenza”. Resistenza a chi e a cosa? A tutto ciò che è omologazione, ghettizzazione e che ripropone gli stessi, triti e ritriti, canoni letterari. In poche parole il progetto, almeno in fase concettuale, nasce “in costruzione” e crescerà sempre “in costruzione”, assorbendo e consolidando, di volta in volta, necessità, urgenze, tematiche e facendosi portavoce di messaggi che possano rientrare nei concetti di necessarietà, esistenza e resistenza.

Ci sono diversi modi di intendere la parola “resistenza”.

Io credo che “resistenza” significhi essenzialmente perseguire un determinato fine, farsi portavoce –  attivo e fattivo-  di una scelta senza cedere il passo a divieti, imposizioni e compromessi.

Parliamo quindi di scelta. La scelta di campo è fondamentale. Naturalmente per “Bologna in Lettere” (che nasce comunque come costola, supplemento e protesi del progetto Letteratura Necessaria) la scelta è di tipo culturale.

Tra gli addetti ai lavori (ma non solo tra loro) sono oramai in molti a dichiarare un progressivo impoverimento culturale.

E questo è, purtroppo, un dato di fatto.

Non è forse questo il luogo più adatto per analizzare come e perché ciò sia accaduto. L’avvento totalizzante della rete è sicuramente in parte responsabile. L’immediata accessibilità ai cosiddetti contenuti fomenta inevitabilmente la superficialità dell’approccio e inficia l’approfondimento.

Oggi, nella pratica quotidiana, la parola “cultura” viene spesso confusa, ad esempio, con nozionismo e/o informazione.

Bisogna quindi parlarne, e ne parleremo diffusamente nel corso degli eventi del nuovo corso di Bologna in Lettere. Una prima parola d’ordine del nuovo corso deve essere ricercata nel “focus”, inteso essenzialmente come focalizzazione e quindi approfondimento; e una seconda parola d’ordine va ricercata nella “tematizzazione”.

Tra il 1920 e il 1930 era in auge nei paesi dell’est una forma di teatro denominato agit-prop (uno dei maggiori teoreti e praticanti del movimento fu Erwin Piscator). Agit-prop  stava, molto semplicemente, per agitazione e propaganda. A seguito della Rivoluzione d’Ottobre, in Russia circolava un convoglio ferroviario ove artisti di varia estrazione giravano per il paese mettendo in scena opere teatrali e divulgando un messaggio propagandistico. Manifesti, comunicati e volantini venivano stampati direttamente sul treno e disseminati lungo il percorso. Le intenzioni erano prevalentemente politiche, ma uomini come, ad esempio, Piscator compresero che al discorso politico si poteva affiancare anche una sorta di rivoluzione artistica nelle modalità di rappresentazione e di messa in scena delle opere. Non a caso, in collaborazione con Walter Gropius progettò una sorta di Teatro Totale ove attori, spettatori e macchine teatrali coabitavano uno stesso spazio rendendolo dinamico.

Se l’agitazione è una messa in movimento di un contenitore, la propaganda è l’atto stesso del fare, senza dimenticare che il significato originario della parola poesia è per l’appunto fare. La stessa parola drammaturgia, ad esempio, proviene da drama-ergon, ovvero: azioni al lavoro, messa in opera delle azioni.

A questo punto mi sembra necessario (tanto per restare in tema) riproporre alcuni passaggi dall’editoriale che accompagnava la seconda edizione del Festival

Questo «fare», questo agire (o farsi agire), oserò dire: questa agitazione della cosa  letteraria, ha condizionato e caratterizzato tutta l’attività di “Letteratura Necessaria”, ovvero di quel progetto, magari utopista (ma, del resto, senza la sana e lucida utopia di un’evoluzione pressoché continua è difficile cimentarsi nel “passo al di là”), di aggregazione letteraria che dissemina, a piccole dosi, oramai da diversi anni e lungo tutto l’arco del territorio nazionale un gesto doppio e simultaneo, una sorta di combinazione veleno/antidoto, proclamando quella “necessaria” riconciliazione dei contrari, che dovrebbe essere caratteristica peculiare e imprescindibile di qualsiasi pratica che si spaccia sotto il nome di letteratura. E quindi, Il «fare» e l’aggregazione sono i sintomi principali di questa patologia in divenire a cui abbiamo dato il nome di “Bologna in Lettere”, registrandola idealmente tra le nuove malattie del millennio, una malattia che, paradossalmente o patafisicamente, trova la sua cura nell’assunzione giornaliera di quel veleno/antidoto cui si faceva riferimento più sopra, e che taluni si ostinano a chiamare inchiostro. Carta canta quindi. E difatti carte di vario tipo e fattura verranno disseminate lungo tutto l’arco del festival. Sotto diverse forme: la fisicità dell’oggetto-libro, la sua restituzione orale, figurativa, visuale, musicale, ecc.

 

Lo spirito di Bologna in Lettere si può riassumere proprio in quella frase che nell’ultimo passaggio è stata trascritta in grassetto: agitazione della cosa  letteraria. Ed è per questo che allo slogan originario dell’agit-prop aggiungeremo una piccola protesi: agit-prop-poetry. Vorremmo che d’ora in poi B.I.L. venisse identificato e ricordato anche attraverso questa frase.

Perché il format del Festival in questi due anni si è praticizzato proprio pensando a quella frase. Abbiamo creato difatti un format atipico o comunque inusuale, quello della maratona in un regime di compresenza temporale di eventi. Questo format, naturalmente, verrà consolidato anche nella prossima edizione, anche se solo nella giornata conclusiva.

E veniamo quindi alle novità.

In primis un nuovo sito https://boinlettere.wordpress.com/

In secondo luogo il titolo, o tema, o parola-chiave, o che dir si voglia: “sistemi d’attrazione”. Questo perché la letteratura, come già ampiamente  detto e ribadito in varie e svariate occasioni, verrà disseminata in tutte le sue estensioni multidisciplinari. In poche parole, i diversi linguaggi artistici verranno calati in un contenitore, per così dire magnetico, ove ci si potrà spostare (produrre transito e quindi anche agitazione) cavalcando ideali (ma anche concreti) sistemi d’attrazione. In tale ottica i sistemi d’attrazione rappresentano le linee d’intercomunicazione tra le varie discipline, linee che possono (e devono) affiancarsi e/o compenetrarsi tra loro.

La terza novità è rappresentata dall’estensione temporale della durata e della programmazione. Possiamo già anticipare le date. Il festival si articolerà negli ultimi tre weekend di maggio, nei giorni 15/16, 22/23, 29/30. Tre blocchi di due giorni ciascuno.

Il festival quest’anno sarà dedicato a Pier Paolo Pasolini, la cui figura, artisticamente e socialmente versatile e poliedrica, sarà affrontata su più livelli. A parte la ricorrenza del quarantennale della morte (che cadrà proprio nel 2015) ci è sembrato necessario identificare in una di quelle linee  attrattive (cui si faceva riferimento prima) le pratiche di vita artistica e politicamente impegnata di Pier Paolo Pasolini. Per l’occasione saranno indetti anche due concorsi letterari, uno riservato alle scuole e l’altro per adulti, in cui verrà chiesto ai partecipanti di produrre testi creativi (poetici, prosodici, saggistici) ispirati/dettati ad alcuni cortometraggi realizzati da Pasolini (La ricotta, Che cosa sono le nuvole, La terra vista dalla luna).

Altri focus e approfondimenti saranno dedicati a Elio Pagliarani, Patrizia Vicinelli, e allo stato delle riviste letterarie in Italia con un incontro coi fondatori e redattori di Anterem.

Il nuovo corso prevede il coinvolgimento, a vario titolo, di collaboratori esterni provenienti da aree geografiche diverse da quella bolognese, un gemellaggio con il Festival Oblom Poesia di Torino, un progetto di collaborazione con la Galleria d’Arte Villa Contemporanea di Monza, uno sguardo concreto e fattivo sui fenomeni e sulla fenomenologia dell’attuale stato della letteratura italiana contemporanea, uno spazio dedicato ad alcuni siti/blog letterari italiani impegnati nella diffusione della poesia, e varie altre cose che verranno rese note a tempo debito.

In letteratura spesso si parla di case o di dimore ove stabilire una sorta di residenza elettiva. Ci piace pensare a “Bologna in Lettere” come ad una sorta di dimora, una residenza laboratoriale da attraversare in tutte le sue stanze. Ed è così che ognuno degli eventi che compongono il festival viene a costituirsi come una sorta di stanza, ognuna diversa dall’altra,  con le proprie pareti, magari animate, da scandagliare e gustare, da contemplare o magari toccare con mano. Perché poi il nostro fantomatico «fare» presuppone, anche e soprattutto, il contatto fisico. Non siamo qui a spacciare delle novità o delle rivoluzioni, ogni modalità di veicolazione presuppone, in sé, una fisicità, più o meno evidente, più o meno caratterizzata e/o drammatizzata. È così da sempre.

Lo scopo principale di B.I.L. consiste nell’idea che la letteratura debba caratterizzarsi anche attraverso un linguaggio multidisciplinare, e che debba amplificare quindi la sua semanticità offrendosi come un prodotto non solo univoco e fine  se stesso ma, per così dire, edulcorato e contaminato.

Avevamo accennato alla durata. Il Festival in realtà non si esaurirà nelle sei giornate prima dichiarate. Il nuovo corso di B.I.L. verrà scandito nell’arco temporale di un intero anno solare con una serie di eventi che, a cadenza più o meno mensile, prepareranno il terreno e provvederanno alla semina per far sì che a maggio i frutti siano maturi e pronti per essere colti.

Il primo step di “Aspettando Bologna in Lettere”, denominato (non a caso) “Campi Magnetici”, avrà luogo Sabato 14 Novembre, ore 21, al Teatro del Navile di Bologna, in Via Marescalchi 2/b.

Il secondo step di “Aspettando Bologna in Lettere”, denominato “Cerchi concentrici e punti di fuga: la poesia contemporanea” avrà luogo Sabato 13 Dicembre (luogo e orario sono in via di definizione).

 

 

Il cantiere B.I.L. è in costruzione.

Per info e proposte bolognainlettere@gmail.com

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