Alcuni da: Sull’abitare (della sorte I)

 

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Raccolta inedita

Alcuni da: Sull’abitare

(della sorte I)

 

Atto primo
(Fare spazio)

(Kundry e Klingsor)
Nel dominio del Gral

 

*

della nascita
nell’esistenza incompiuti,
dilaniando quella pelle
che divide e non si fonde,

ricomporsi l’anima da soli

allo specchio scambiando
la destra con la sinistra,
la profondità che inganna,
i gesti imprecisi delle mani.

 

*

 

Dal giorno accademico successivo Penelope
trascina sul volto un sole di parte sbiancata
e a parte srotola, straordinariamente potente
all’indietro, strettamente avviluppato nel
cellophan, per le notti a venire, il gran lavorare notturno

canticchiando a mezza voce
la stessa strofa di Hotel California
un loop della sua canzone preferita, e
sulla fibra, il viaggio nel femminile delle generazioni

rimbastire i giorni, ogni giorno
piccole dosi tagliate a caso

 

Il madonnaro invece contempla
l’opera della pioggia sull’opera a gessetto
su piazza semicircolare, ispirato dal canto di Ulisse:
un’abbandonata in dissoluzione a particelle di colore,

contemplazione abitudinaria noncurante
del calpestare sbadato oltraggio al souvenir, ferite
in punta del restare, o quel lasciar andare che impazzisce
ogni giorno, e poi dimentica.

Semplici autoscatti del volgersi altrove,
ogni passante a forma d’asola, tratti
per lavori in corso e le speculazioni antifurto, di
voci sovrapposte, aggiunte in post produzione.

 

Atto secondo
La lista dei lavori è infinita

(Kundry e Parsifal)
Castello incantato di Klingsor

 

*

L’illusione di carenza nel respiro
lascia uno spazio aperto di sincronicità
a tempo e voce che tuttavia fanno tardi, fanno il male dell’acufene.

 

I came to hear the music°

°
Mickey Newbury.

 

*

Per questo ancora tornare ossessivo sopravvivere
dai confini vedere e non sentire al chiamare
tutte in una volta nel medesimo istante
l’espandersi abusivamente di tutte le canalette.

Atto terzo
Il sistema dei turni lunghi

(Amfortas e Parsifal)
Nel dominio del Gral.

 

*

Sopravvivere ai treni
è vedere i tramonti
finirsene dietro i sedili.
Tagliati da un cavalcavia
si allontanano senza lotta,
cadono sterminati sulla pianura.

 

*

 

A volte sono richiesti
i denti anche
per le cose più semplici.

 

 

 

Come se
per un
attimo

unire o dividere

fossero lo stesso

 

 

(mordere)
gesto.

 

*

 

 

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