Sull’altro lato dei fogli, “Un mucchietto” di versi inediti di Martina Campi

(su) gli inni in vani
raccolti profili gesti lati lineamenti corsivi cappelli

inni in vani

emme

Martina Campi scrive con un’aria che si scrive a voce – e l’aria trema un poco, sempre. Forse scrive su un treno, viaggiatrice. Sembra afferrare l’elemento dello scrivere a tutt’occhi, e lo fa – quasi per sorridere, “sostenere” l’andare, riuscendo a fermare, soffermarsi a sfamare come il più semplice dei necessitati moti, non solo interiori, e non solo “per sé”. Scrivendo ci s’incontra. E l’incontro sull’altra faccia di un foglio, o di altri fogli e altre facce è necessario allo scontro quotidiano – lo scontro più pacifico quello che vorremmo e vorremo col mondo – il mondo che si accorge di noi magari se facciamo un piccolo movimento strano col bacino mentre tutti guardano ai propri polsi senza orologi, o agli orologi lontani dai polsi – dicevamo, Martina scrivendo fa come piccoli salti sul posto che però diramano lontano – ci fanno pensare a una danzatrice semplice che con un piccolo solletico acrobatico…

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